Bistro 31
L’idea nasce dal desiderio di Cristiano e Silvia, gestori del La casa del panino, a Jesolo, di dare una nuova immagine al loro locale.
Si crea una splendida sinergia tra committente e architetto e per due anni si ragiona e si sviluppa un progetto che sarà realizzato in soli due mesi.
Nasce così Bistro 31 (dal numero civico), un locale totalmente decontestualizzato dal luogo in cui si trova, grazie ad una serie d’influenze e richiami prettamente cittadini e underground. Entrandovi si è travolti da influenze tipiche di città come Venezia, Parigi, New York, San Francisco, luoghi crocevia di svariate culture.
Un’attenta scelta dei materiali capaci di creare un gioco continuo di contrasti è alla base di questo progetto: un abete vecchio, ossidato e rovinato, ideale per dare quel tocco di vissuto ad un locale neonato, si contrappone ad un top in porfido spazzolato. Rappresentano le due anime del locale, ovvero la parte dedicata alla consumazione e quella alla lavorazione. Uno specchio grande come tutta la parete riveste la zona lavoro, dando profondità ad un’ambiente angusto, mentre la parete opposta è lavorata con cemento a spatola per dare l’impressione di qualcosa ancora incompiuto.
Viste le dimensioni ridotte del locale, la vera sfida è stata di sfruttare ogni singolo centimetro: da questo nasce la scelta di sviluppare in altezza tutta una serie di spazi adibiti a mensole o magazzini, come il soppalco a vista sopra il bagno, uno spazio generoso a portata di mano per accatastare ed esporre vari prodotti e non solo.
Ed in ultima, il banco bar, il quale genera un nuovo rapporto con il plateatico esterno, grazie all’apertura saliscendi con le spine della birra a vista, rende possibile la fusione con la terrazza ampliando lo spazio vitale.